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Nel corso di questi recenti ultimi anni, famiglie e imprese di piccola e media dimensione non hanno ricevuto un’offerta di consulenza adeguata a soddisfare le esigenze facenti capo alla gestione dei loro assets finanziari e reali. Le famiglie si sono tipicamente sempre e solo rivolte al canale bancario e/o assicurativo per la gestione dei loro risparmi, mentre le aziende di piccola e media dimensione hanno riscontrato notevoli difficoltà per quanto riguarda l’accesso al credito attraverso i canali tradizionali di finanziamento, trovandosi anche a fronteggiare situazioni di crisi, per una non ottimale gestione del cash-flow aziendale, delle linee di affidamento e delle condizioni di finanziamento.

Famiglie

Il ricorso a misure non convenzionali di politica monetaria da parte delle banche centrali negli anni successivi alla crisi finanziaria ed economica deflagrata nel 2007/08 negli Stati Uniti, ha portato i rendimenti di molti dei titoli di Stato europei (anche a più lunga scadenza) a offrire rendimenti vicini allo zero, quando non negativi. Questo scenario ha quindi fatto venire meno l’asset class che generalmente costituiva la parte più consistente nei portafogli della stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani. D’altro canto, anche l’investimento in attività immobiliari, ovvero l’altra attività prediletta dai risparmiatori italiani, è stato anch’esso interessato da una generalizzata forte discesa dei prezzi ed esposto ad un incremento della morosità degli inquilini, questo in particolare successivamente alla fase di contrazione dell’attività economica che ha interessato il nostro Paese. Infine, anche la sostenibilità dei bilanci degli enti previdenziali di natura pubblica è messa in discussione dal progressivo invecchiamento della popolazione, il che renderà necessari la valutazione e il ricorso a forme di previdenza complementare di natura privata. Ecco il perché individuare delle soluzioni in questo nuovo scenario per la gestione del patrimonio finanziario e reale diventa indispensabile.

Piccole e medie imprese

Nel corso degli ultimi anni il rapporto fra banche e imprese è venuto a modificarsi radicalmente, l’entrata in vigore degli accordi di Basilea ha imposto alle banche una serie di rigidi vincoli relativamente alla concessione del credito. Il rating assegnato dagli istituti di credito alle aziende, del quale una forte componente dipende dalla situazione economica, patrimoniale e finanziaria e dell’azienda e dalla visura storica della situazione in Centrale Rischi, ha spostato in secondo piano le garanzie reali fornite dall’imprenditore. Questo nuovo contesto, al quale si sono sommati gli effetti del credit crunch prodotti dalla crisi finanziaria, ha colto di sorpresa buona parte delle piccole e medie imprese italiane. Contestualmente a quanto osservato, l’evoluzione normativa in materia finanziaria riguardante il rapporto tra banca e impresa è continua e necessita di essere monitorata al fine di ottenere una relazione maggiormente efficiente ed efficace. Interfacciarsi al meglio nei confronti dei mercati del credito permette all’impresa di ampliare gli ammontari delle linee a disposizione e di ridurne i relativi costi.