La pensione di reversibilità – Studio Legale Pellerito

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La pensione di reversibilità – Studio Legale Pellerito

Hanno diritto alla pensione di reversibilità i superstiti di lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi deceduti che abbiano versato della contribuzione o siano titolari di pensione erogata dall’INPS – in particolare i superstiti dei lavoratori che abbiano maturato i requisiti previsti dalla precedente normativa per la pensione di vecchiaia (cioè 780 contributi settimanali in tutta la vita assicurativa) oppure che siano in possesso dei requisiti per aver diritto all’assegno ordinario di invalidità (cioè 260 contributi settimanali, di cui 156 nel quinquennio precedente la data del decesso).

Il coniuge superstite ha diritto all’erogazione della pensione di reversibilità anche se separato.

Il coniuge superstite, che è separato e nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di addebito, ha diritto all’erogazione della pensione di reversibilità soltanto se è titolare di assegno alimentare stabilito dal tribunale.

Il coniuge superstite divorziato ha diritto all’erogazione della pensione di reversibilità soltanto se è titolare di assegno di divorzio, se non si è risposato e se vi è contribuzione versata a favore del deceduto prima della sentenza di divorzio.

Se il deceduto dopo il divorzio si è risposato, sussistendone le condizioni, il trattamento di reversibilità viene ripartito fra coniuge superstite e coniuge divorziato; la ripartizione viene stabilita dal Tribunale.

I figli hanno diritto all’erogazione della pensione di reversibilità se, alla data del decesso:

  • minorenni (e così fino all’età di 18 anni);
  • oppure inabili di qualunque età ed alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo e che non prestino attività lavorativa;
  • oppure studenti fino a 21 anni di età ed alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo e che non prestino attività lavorativa;
  • oppure universitari, fino all’età di 26 anni e comunque non oltre il corso legale di laurea, ed alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo e non prestino attività lavorativa.

Hanno diritto all’erogazione della pensione di reversibilità i nipoti minori, equiparati ai figli, conviventi, purché non titolari di pensione o di altri redditi tali da determinare un’autosufficienza economica, a totale carico del deceduto che provvedeva al mantenimento.

In mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti, la pensione di reversibilità può essere erogata ai genitori ultrasessantacinquenni, non pensionati che risultano alla data di morte del lavoratore e/o pensionato a carico del medesimo.

In mancanza dei soggetti predetti, può essere erogata la pensione di reversibilità ai fratelli celibi o alle sorelle nubili se inabili, non pensionati che risultano alla data di morte del lavoratore e/o pensionato a carico del medesimo.

In base ai redditi posseduti dal beneficiario la pensione di reversibilità può essere ridotta.

Stefano Sanna
Stefano Sanna
Sono Laureato in Management degli Intermediari Finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ho concluso il mio percorso con una tesi in materia di asset allocation riguardante gli effetti che le macro policy e i trend demografici hanno prodotto sui mercati finanziari. Approccio la finanza in maniera interdisciplinare ed è proprio questo ad alimentare questa mia passione.

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