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Volatility is back!

Il Volatility Index rappresenta una buona approssimazione della volatilità attesa, implicita nei prezzi delle opzioni, dell’S&P 500 (l’indice di Borsa per antonomasia). A livelli elevati di questo corrispondono mercati ribassisti e per questo è stato anche definito “indice della paura”.

Il grafico mostra il VIX in prospettiva storica, prendendo in esame il periodo dall’inizio degli anni ’90 ad oggi (le fasce evidenziate in grigio corrispondono a fasi recessive dell’economia).

L’apice è stato toccato nel periodo successivo al fallimento di Lehman Brothers, in corrispondenza del quale (nel corso del biennio 2008-2009) si è assistito a uno dei più forti crolli di tutti i tempi sui mercati azionari globali.

Come si è comportato l’indice S&P 500 dal 2009 in avanti? Il grafico qui di seguito parla da solo!

Chi avesse avuto la lucidità e la razionalità di investire nella borsa statunitense dopo il fallimento di Lehman Brothers, in corrispondenza dei picchi di massima volatilità (rappresentata dai livelli massimi raggiunti dal VIX), avrebbe portato a casa un rendimento superiore a 3 volte il valore del capitale investito in partenza.

Come funziona il VIX: 

·     nella maggior parte dei periodi oscilla tra 10 e 20 e a questi valori corrispondono fasi rialziste dei mercati azionari;

·     quando si trova su valori compresi fra 25 e 35 è invece segnale di mercati azionari sotto pressione, al quale generalmente corrisponde una fase di storno;

·     quando supera soglia 40 indica invece mercati molto sotto pressione, dato che solitamente più alto è il valore e più si diffonde il panico;

·   e su valori rari inferiori a 10 (come qualche settimana fa)? Stranamente non fa notizia, mentre in realtà dovrebbe accendere un campanello di allarme nella testa degli investitori.

Questa semplice analisi non ha nessuna pretesa di spiegare se esista un “market timing” corretto per entrare od uscire dal comparto azionario, anche perché hanno già tentato in questo illustri studiosi senza giungere ad una vera risposta. Ci ricorda però dei concetti finanziari di base molto importanti, che possono guidarci nelle nostre decisioni di investimento:

·        vendere in profit e pentirsi;

·        diffidare quando un mercato sale sempre: in quel momento i media e gli “esperti” faranno a gara per raccontare una motivazione per comprare

·        comprare quando tutti sono esageratamente pessimisti o addirittura catastrofici.

Andrea Boffa
Andrea Boffa
Prima come trader a Lussemburgo e poi come direttore finanziario del Gruppo I-Dika, ho avuto modo di interagire con i vari attori della filiera finanziaria sia nella veste di fornitore che di cliente. Opero sui mercati finanziari da più di vent’anni e questi sono per me una vera e propria passione. Sono inoltre analista finanziario certificato C.E.F.A. (Certified EFFAS Financial Analyst).

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