Sicuri di saper investire consapevolmente?

RISCHI & RENDIMENTI
giugno 8, 2017

Sicuri di saper investire consapevolmente?

Su Plus 24 – Il Sole 24 Ore di sabato 20 maggio sono stati riportati i risultati di un sondaggio condotto da IPR Marketing sul rapporto tra gli italiani e la gestione della liquidità detenuta a fini di risparmio e di investimento.

Prima di commentarne i risultati, occorre fare una giusta premessa: i sondaggi possono funzionare su domande e contenuti comprensibili, diversamente rischiano di perdere di significato (nell’articolo il Prof. Ruggero Bertelli dell’Università di Siena parla di distorsioni cognitive).

Ad esempio, se un sondaggio domandasse:

  • per quale candidato politico vota? Domanda e risposta sarebbero semplici e lineari, visto che l’oggetto della domanda è facile e le possibili risposte sono quantomeno note;
  • Brexit SI o NO? Domanda e risposta sempre apparentemente semplici e lineari, ma oggetto decisamente più complesso, tantochè la risposta non può essere pienamente consapevole. Chi dispone degli strumenti per una valutazione puntuale della questione? Pochissimi, forse quasi nessuno.

Nel sondaggio in questione due domande hanno attirato la mia attenzione:

  1. se avesse 50.000 Euro di liquidità cosa ne farebbe? Il 41% ha risposto che li metterebbe in un conto deposito (da notare come i tassi siano a zero!), il 25% in una cassetta di sicurezza, anche se nessuno ha risposto sotto il materasso;
  2. comprerebbe delle azioni? Ben il 44% ha risposto di NO!

Penso sia evidente come le risposte siano dettate dalla pancia dei risparmiatori, perché con elementi concreti in mano probabilmente valuterebbero diversamente la questione.

Secondo Voi, quanto avrebbe potuto rendere un investimento di 100.000 Euro su due indici mondiali, uno azionario ed uno obbligazionario (50%/50%), per un risparmiatore in Euro (il cambio è protetto dalle oscillazioni valutarie)?

Questo l’andamento a partire dall’inizio del 2007

Come si può vedere, 50.000 Euro investiti nel comparto azionario mondiale (MSCI World Eur hegded) hanno reso il 43,44% totale (3.67% annuo), mentre 50.000 Euro investiti nel comparto obbligazionario mondiale hanno reso il 59,10% (4,75% annuo). La crescita media dell’investimento complessivo è del 4% medio annuo.

Ricordiamo anche come il periodo 2007-2009 per i mercati azionari mondiali sia stato un periodo interessato da fortissimi cali, con indici che hanno perso più del 50% del loro valore, ma ciò nonostante la performance finale è comunque positiva.

E se avessimo invece scelto un periodo più corto, dal 2011 ad oggi?

Come si può vedere, 50.000 Euro investiti nel comparto azionario mondiale (MSCI World Eur hegded) hanno reso 85,86% totale (10% annuo(9.57% l’ETF che replica l’indice MSCI World)), 50.000 Euro investiti nell’obbligazionario mondo  hanno reso il 29,74% (4,09% annuo). La crescita media dell’investimento complessivo è del 7% medio annuo.

Da questo semplice esempio numerico si vede come le percezioni talvolta non siano confermate dai fatti. Investire non è un’attività priva di rischio, come d’altronde non lo è ogni altra attività di natura economica economica, ma se pensiamo davvero che la cassetta di sicurezza o i soldi fermi sul conto siano un buon affare, direi che siamo fuori strada.

Andrea Boffa
Andrea Boffa
Prima come trader a Lussemburgo e poi come direttore finanziario del Gruppo I-Dika, ho avuto modo di interagire con i vari attori della filiera finanziaria sia nella veste di fornitore che di cliente. Opero sui mercati finanziari da più di vent’anni e questi sono per me una vera e propria passione. Sono inoltre analista finanziario certificato C.E.F.A. (Certified EFFAS Financial Analyst).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *