Automotive: corsa finita per i motori diesel?

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Automotive: corsa finita per i motori diesel?

Il verdetto emanato dalla Corte Amministrativa Federale tedesca legittima per le amministrazioni locali la facoltà di vietare la circolazione delle auto a motore diesel, incentivando così ulteriormente la diffusione di veicoli a propulsione elettrica o ibrida. Questo provvedimento accelera un trend destinato ad impattare fortemente sugli sviluppi dell’industria automobilistica. Fra i principali costruttori, Toyota ha già investito 224 milioni di dollari per rilevare il 15% di Orocobre (società australiana proprietaria di miniere di litio in Argentina), Great Wall Motor ha firmato un accordo quadriennale con Pilbara, BMW si accinge a chiudere un contratto pluriennale per la fornitura di litio e Tesla è in trattativa con SQM. Altre case sembrano invece essere in ritardo, come ad esempio Mazda e Daimler (Mercedes), che avevano ancora lasciato ampi spazi di sviluppo ai motori diesel, e anche FCA deve recuperare terreno. Questo cambio di scenario porterà ad una riconversione degli stabilimenti industriali e dei processi produttivi piuttosto drastici. Volkswagen, il marchio con il piano di riconversione all’elettrico più massiccio, ha già annunciato il taglio di oltre 30 mila posti di lavoro. Da questa riconfigurazione del settore è prevedibile deriverà un incremento della domanda di litio e cobalto, fra i principali componenti per la fabbricazione di batterie. Come pensare di cavalcare questa tematica di investimento?

CERTIFICATO: TRACKER CERTIFICATE ENERGY STORAGE 

In tal senso, segnaliamo il Tracker Certificate Energy Storage (codice ISIN DE000VN9DES6). Questo certificato fa riferimento a tutta la catena del valore del settore, assumendo come sottostante il Solactive Battery Energy Performance Index, che contiene le 15 società di riferimento più importanti come: Tesla, Panasonic, Samsung e SQM (sopracitato).

FOCUS: Merger & Acquisition 

GEELY

Il gruppo Geely, già impegnato nel rilancio di Volvo e al lavoro su progetti di sviluppo di auto a propulsione elettrica, ha incrementato la propria partecipazione in Daimler. L’acquisto da parte di Li Shufu di un ulteriore pacchetto azionario dal valore di 7,5 miliardi di euro (circa), ha portato il fondatore di Geely a diventare il primo azionista della casa automobilistica di Stoccarda.

RENAULT-NISSAN

Un’altra questione che ha catalizzato l’interesse degli analisti sul settore automotive è il progetto che vede il consolidarsi dell’alleanza tra Renault e Nissan, con il produttore di auto giapponese impegnato a rilevare la maggior parte del 15% detenuto da Parigi nella società francese. La notizia ha inizialmente fatto impennare il titolo Renault, che è arrivato a sfondare quota 100 euro (da un mese fa quasi +14%).

FCA-HYUNDAY

Infine, sul fronte domestico i rumors vedono FCA impegnata a valutare una collaborazione nel campo dei motori all’idrogeno con Hyunday. È Sergio Marchionne a lanciare la notizia in occasione della presentazione dell’accordo con Sauber per il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula Uno. Dal Giappone spuntano le prime conferme da parte di una delle più autorevoli testate giornalistiche del Paese. Niente di ufficiale dunque, ma pare certo che le trattative siano state avviate.

A fronte di questo cambio di scenario, l’industria dell’auto tedesca sembra comunque voler far quadrato a difesa dei motori diesel. Seguiamo gli sviluppi.

Stefano Sanna
Stefano Sanna
Sono Laureato in Management degli Intermediari Finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ho concluso il mio percorso con una tesi in materia di asset allocation riguardante gli effetti che le macro policy e i trend demografici hanno prodotto sui mercati finanziari. Approccio la finanza in maniera interdisciplinare ed è proprio questo ad alimentare questa mia passione.

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