Il 2018 sui mercati finanziari

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Il 2018 sui mercati finanziari

Il primo trimestre del 2018 sui mercati finanziari si è chiuso con segni meno piuttosto marcati e diffusi, ma ragionevolmente in buona parte dovuti alle prese di profitto che hanno seguito un rally in corso ormai da diversi mesi. Al momento tuttavia non si può parlare di un’inversione del trend rialzista. L’aspetto più significativo del periodo è stato piuttosto  l’esplosione della volatilità, con la quale probabilmente ci troveremo a fare i conti anche nel corso dei prossimi mesi. Il VIX (l’indice che misura la volatilità) è schizzato da 9 a 17 mostrando la variazione percentuale più ampia su base trimestrale dal 2011 a questa parte e un netto cambio di regime rispetto agli ultimi mesi del 2017.

Sul comparto azionario globale, l’indice MSCI World (che comprende Borse dei Paesi e emergenti e sviluppati) ha fatto registrare il primo trimestre negativo dopo oltre un anno e mezzo di performance positive. Questo paniere di titoli ha perso quasi 1 punto e mezzo percentuale nel corso dei primi 3 mesi dell’anno anno. Le Borse dei Paesi emergenti si sono tuttavia rivelate essere maggiormente resilienti rispetto a quelle dei Paesi sviluppati, mostrando un quadro più solido. Nonostante i crescenti timori di una guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, l’indice MSCI Emerging Markets ha guadagnato circa 1 punto percentuale nel primo trimestre dell’anno.

Il trimestre si è chiuso con performance negative anche per il comparto obbligazionario, specialmente sulle scadenze breve e medio termine. In alcune fasi le obbligazioni sono state riscoperte come bene rifugio, anche se l’asset difensivo per eccellenza rimane l’oro. La vera anomalia rimane infine il differenziale fra i titoli di Stato tedeschi e statunitensi.

Sul fronte valutario, il dollaro statunitense chiude il quinto trimestre negativo e per quanto riguarda le materie prime il petrolio si trova sui massimi dell’anno sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente e dalle scorte statunitensi sotto le attese.

L’avvio del nuovo trimestre si è confermato piuttosto volatile, a conferma di una certa fragilità dei mercati finanziari: l’incertezza innesca vendite (anche massicce), ma il quadro di fondo non è cambiato. Questi sono piuttosto interpretabili come i primi segnali di un deterioramento delle condizioni di liquidità che la riduzione degli stati patrimoniali delle banche centrali comporterà a partire da fine anno. 

 

Stefano Sanna
Stefano Sanna
Sono Laureato in Management degli Intermediari Finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ho concluso il mio percorso con una tesi in materia di asset allocation riguardante gli effetti che le macro policy e i trend demografici hanno prodotto sui mercati finanziari. Approccio la finanza in maniera interdisciplinare ed è proprio questo ad alimentare questa mia passione.

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